I soldi degli italiani all’estero

Mentre il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri dice che bisogna “trattenere” i soldi degli italiani in Italia, il Sole 24 Ore fa i conti e scopre che il tesoro posseduto all’estero dagli italiani – o, almeno, quello “in chiaro” – vale 217,7 miliardi, stando alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017. Una cifra monstre, che corrisponde a poco meno del 10% del debito pubblico. E che, nonostante il calo registrato nell’ultimo anno, risulta comunque cinque volte più grande di quella del 2012. Da questo conto vanno ovviamente esclusi i soldi depositati senza essere stati dichiarati al fisco italiano.

Secondo le statistiche ufficiali, il balzo più grande si registra nelle dichiarazioni del 2015 e in particolare nelle due asset class più facili da nascondere e movimentare: quella legata alla liquidità (conti correnti e depositi), che pesa per un quarto dei patrimonio all’estero ed è passata da 11 a 40 miliardi, e quella più puramente finanziaria (quote societarie, titoli, obbligazioni, trust, fondazioni e così via), moltiplicata da 31,5 a 133 miliardi.

I soldi degli italiani all’estero – Il Sole 24 Ore – Agosto 2018

 

Il timing non è casuale. Come rilevano il dipartimento delle Finanze e la Corte dei conti, l’anno d’imposta 2014 è quello su cui si è fatto sentire di più l’effetto “emersione” della prima voluntary (da cui è arrivato il 92% dei 66,6 miliardi emersi con le entrambe le operazioni, di cui 44,4 dalla Svizzera e 5,5 da Monaco). Fa riflettere, se mai, il calo di valore dei conti correnti e, soprattutto, delle attività finanziarie nell’ultimo anno dichiarato (2016). Diminuzione solo in parte riconducibile all’andamento dei mercati, dal momento che i titoli non quotati sono spesso indicati in RW al valore nominale. Piuttosto, il calo dei “dichiaranti” lascia pensare che parte della liquidità e degli investimenti esteri siano rientrati in Italia.

 

Autori: Next Quotidiano

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